Comune di Stregna

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ZAMIR

La frazione di Zamir (Zamir ali Zamier, u Zamire, iz Zamira, zamirski. Abitanti: Zamirjan / Zamirjani) si è sviluppata lungo la principale via di collegamento tra il fondovalle ed i paesi del comune di Stregna/Sriednje, oggi nota come strada provinciale dell'Erbezzo/Arbeč. Essa, infatti, corre parallela al fiume omonimo dalla sua confluenza con il Cosizza, presso Scrutto, sino alle case di Zamir, disposte trasversalmente rispetto al corso del fiume; il ponte sull'Erbezzo traccia il confine tra il comune di San Leonardo e quello di Stregna, che divide la frazione in due parti. Tutte le abitazioni si trovano a sinistra della strada provinciale provenendo da Picig, a circa 200 metri di quota, alla base del versante sud del monte Kunež.
La zona è piuttosto ricca di corsi d'acqua minori; diversi torrenti solcano sia questo versante che quello opposto del monte San Giovanni /Svet Ivan, dove i patoki Šumečac, Buornak, Moriela e Bulica, e ne citiamo solo alcuni, si innestano l'uno nell'altro convogliando le proprie acque verso il fiume proprio all'altezza di Zamir.

Grazie all'abbondanza di risorse idriche, il vecchio mulino del paese, di cui ora rimangono solo alcuni ruderi, trovava una collocazione ottimale. Per quanto riguarda le attività produttive ed i servizi, si segnala che la frazione aveva la propria latteria ed ospitava anche la caserma dei Carabinieri. Essa era un punto di riferimento e luogo di scambio, di raccolta per i prodotti locali, destinati alla vendita nella pianura friulana, e di aprovvigionamento per le merci che era ncessario importare. Fino a qualche tempo fa erano aperte due osterie, entrambe avevano il campo da bocce e quella situata nella “metà” di San Leonardo disponeva di posti letto ed era affiancata da una piccola rivendita di alimentari; questo negozio aveva una funzione importante soprattutto per le frazioni in quota, gli abitanti, infatti, vi trovavano i generi indispensabili di prima necessità, senza dover andare a Merso Superiore o a Scrutto. La possibilità di ridurre al minimo gli spostamenti costituiva un vantaggio non da poco quando ancora la maggior parte della popolazione era sprovvista di automobili o mezzi di trasporto motorizzati.

La località è tutt'ora un crocevia dal quale, oltre alla provinciale, si diramano altre due direttrici, quella che conduce a Iesizza e prosegue biforcandosi in direzione di Raune e verso Cravero, ed il collegamento stradale con Postregna. Essa costituiva inoltre una tappa di passaggio anche nei tracciati dei sentieri e delle mulattiere diretti a Cravero e Iesizza così come a Postregna/Podsriednje e alla zona di Seuza.
A proposito del borgo, che venne fondato per le esigenze di tipo commerciale già citate, non ci sono annotazioni antiche riguardanti il toponimo.
Questo sarebbe costituito dal microtoponimo preesistente "mir", che probabilmente si riferisce ad un muro o a una parete di roccia, preceduto dal prefisso za, dietro; Zamir significherebbe dunque “località posta dietro al muro, dietro a una parete rocciosa”.

NOTE Autore: Stefania Carlig (tratto dal periodico quindicinale DOM, Cividale 2005)