Comune di Stregna

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VARCH - CLINAZ - MELINA

VARCH

Varch / Varh (na Varhu, z Varha, varški. Abitanti: Varhuščan' / Varhuščani) é una frazione costituita da gruppi di edifici, abitativi e non, che formano tre piccoli nuclei distinti, lambiti dalla strada panoramica di Tribil e compresi tra il rilievo chiamato Grive (613 m.s.m.) ed il Čarni Varh (599 m.s.m.), sul crinale tra il monte San Giovanni / Svet Ivan e il monte Cum / Hum.

Nei pressi di Varch, non distante dalla strada, si trova uno tra gli abissi più profondi finora censiti dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, in collaborazione con gruppi speleologici locali, nel territorio delle Valli del Natisone. Si tratta di un pozzo con una piccola prosecuzione che misura ben 66 metri in profondità, misurato ed accatastato durante una campagna di verifica sul terreno effettuata tra il 1992 ed il 1993.
Il toponimo del paese corrisponde al sostantivo dialettale «varh» ed è molto diffuso nell'area linguistica slovena; significa letteralmente «cima» e sta ad indicare una località situata in posizione elevata.

Nei libri dei battesimi dell'antica parrocchia di San Leonardo, risalenti al periodo compreso tra la fine del 1500 e la fine del 1700, il paese viene indicato anche col nome di Jorajščina, derivato dal nome proprio di Juraj, un abitante del posto; questa denominazione dopo circa duecento anni è caduta in disuso ed è rintracciabile solo consultando i materiali d'archivio. Vicino a Varch c'è una località chiamata Urataca, presso cui si trova un passaggio pedonale tra la valle dell'Erbezzo / Arbeč e quella del Judrio / Idrija. Natalino Zuanella ipotizza che in questa zona, all'epoca della Repubblica di Venezia, ci fosse un vero e proprio valico di confine tra i territori austriaci e quelli della Serenissima, con una zona di transito che consentiva il passaggio «go mez urataca», attraverso una porticina.

Sul versante del Čarni Varh rivolto verso la valle del Judrio, proprio a ridosso del paese, passa il tracciato del Cai n. 747 corrispondente all'Alta via delle Valli del Natisone ed al Sentiero Italia. Il sentiero prosegue in direzione di Clinaz e, a monte rispetto alla frazione, si snoda in direzione di Gnidovizza / Gnjiduca.
Clinaz / Klinac (ta par Klince, od Klinca, klinski. Abitanti: Klinčan' / Klinčani) è un borgo rurale di piccole dimensioni rivolto a sud - ovest, in alto sulla valle del torrente Za Oriehuje, raggiungibile dalla strada panoramica tramite un tratto di strada comunale lungo poche centinaia di metri. Nella «Guida delle Prealpi Giulie» risalente al 1912, mons. Ivan Trinko segnala che allora in paese c'era una stazione della guardia di finanza con annesso un ufficio doganale.

Al toponimo Clinaz, derivato dal sostantivo «klin», cuneo, e usato generalmente per indicare un terreno cuneiforme, corrisponde anche il cognome omonimo.
Da Varch, percorrendo a piedi o in mountain bike la strada forestale che scende attraverso il bosco verso la valle del Judrio, si può arrivare alla frazione di Melina (u Melini, iz Meline. Abitanti: Melinčan' /Melinčani), una volta lasciatisi alle spalle il torrente Kalamont e un patok che dà origine ad una fonte per approvvigionamento idrico.

Questo paesino, dove restano solo due abitanti, pur facendo parte del territorio comunale di Stregna si può raggiungere in auto su strada asfaltata solo dal comune di Prepotto / Prapotno; si trova infatti lungo il collegamento stradale che si dirama verso Podclanz / Podklanc e Salamant / Salamanti proseguendo lungo il fiume fino a Ponte Clinaz / Klinški malin.

NOTE Autore: Stefania Carlig (testo tratto dal quindicinale Dom, Cividale - 2005)