
Tribil Superiore / Gorenji Tarbij (u Tarbijè, iz Tarbijà, tarbijski. Abitanti: Tarbijani), la frazione più alta del comune di Stregna, è adagiata a quota 640 m.s.m. su un ampio declivio dominato dal massiccio del Cum /Hum, che si eleva fino a 912 m.s.m. Questo ambito naturale, caratterizzato da un panorama invidiabile e da ricche fioriture nella stagione primaverile, è adatto ad escursioni e passeggiate. Il paese è infatti lambito dal tracciato dell'Alta via delle Valli del Natisone che sale verso la sommità del monte per poi proseguire in direzione di Rucchin /Zaločilo. Aggirandosi vicino alla cima del Cum si può trovare una cavità piuttosto profonda dove si racconta vivessero le Častitjove žene, figure mitiche che furono confinate alla vita al di fuori del paese, portatrici di conoscenze superiori e temute per gli scherzi e i disguidi che causavano ai paesani al lavoro nei prati e nei campi. Se si è in vena di cammino, scendendo da Tribil lungo il sentiero che corre parallelo al patok Pod Riesuca, nella zona del Globošnjak, è possibile anche raggiungere il fiume Judrio / Idrija, ricollegandosi al sentiero naturalistico Ponte Clinaz / Klinški Malin – Clabuzzaro / Brieg.
Il borgo è sovrastato dalla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista / Svet Janez Karstnik situata nello stesso luogo dove in precedenza c'era la chiesa dedicata alla Vergine Maria ed alla Santissima Trinità "del lago". "Na jezeri", appunto, perché secondo la tradizione orale fu costruita nei pressi di una fonte sotterranea emersa durante gli scavi. Ricercando le origini dell'edificio di culto nella documentazione dell'antica parrocchia di San Leonardo, si scopre che a metà del XVI secolo esso già esisteva, ed era intitolato a San Giovanni Evangelista / Svet Janez Evangelist. All'epoca la chiesa era piuttosto danneggiata, quasi in rovina e da ciò si desume che la sua fondazione doveva essere di molto antecedente.
Lavori significativi di restauro e ampliamento furono portati a termine tra il 1882 e il 1887, quando fu ricostruito anche il campanile. Alla buona riuscita delle opere contribuirono attivamente le famiglie del paese, che oltre a fornire la manodopera si recavano fino alla valle dell'Isonzo / Soča a prendere la sabbia da costruzione, intraprendendo un cammino lungo almeno tre ore all'andata e altrettante al ritorno, trasportando il materiale in spalla.
Nel 1917 le autorità militari austriache occuparono la chiesa per farne un ospedale, di conseguenza le celebrazioni religiose durante il tempo dell'occupazione si tennero nel fienile messo a disposizione dalla famiglia Korant. Nello stesso periodo furono requisiti anche diversi terreni, quello detto "na Mlaki" fu destinato a cimitero per i soldati caduti e per numerosi civili colpiti da un'epidemia di febbre spagnola.
La comunità paesana di Tribil, se pur progressivamente ridottasi negli anni, è sempre molto attiva nell'organizzazione di momenti di incontro, basti pensare al Burnjak, la festa delle castagne che nel periodo autunnale anima le stradine del borgo. Le stesse sono percorse poi dalle scorribande mascherate a suon di fisarmonica durante il Pust, senza dimenticare l'accensione del kries di San Giovanni.
Luoghi di ritrovo durante tutto l'arco dell'anno sono il bar ed un agriturismo, mentre fino agli anni '80 la frazione era servita anche da due negozi dove si poteva trovare un po' di tutto, senza dover scendere a valle per gli acquisti quotidiani.
Periodicamente riprende vita lo stabile dove c'era la scuola elementare, realizzato nel 1950 e in parte ristrutturato; alcuni locali ospitano convegni, incontri culturali e mostre, oltre alle iniziative legate al progetto "Finestra sul mondo slavo".
NOTE Autore: Stefania Carlig (testo tratto dal quindicinale Dom - Cividale, 2005)