
Il paese di Tribil Inferiore / Dolenji Tarbij (v Tarbije, iz Tarbija, tarbijski, Tarbijani) si trova a quota 588 m.s.m., sul fianco del contrafforte dominato dal monte San Giovanni / Svet Ivan (702 m.s.m.) a sud-est rispetto al capoluogo comunale. La sua posizione geografica è senza dubbio tra le migliori delle nostre vallate, presso un altipiano fertile e ben curato sul crinale che dal monte Cum /Hum si snoda sino alla rocca di Castelmonte / Stara gora, percorso dalla strada panoramica che collega il santuario con il comune di Drenchia. Da qui si gode di una veduta eccellente, che spazia su tutte la frazioni di Stregna sovrastanti la valle dell'Erbezzo, aprendosi poi verso la pianura friulana.
Nella zona delle “planine” circostanti il borgo, grazie alla buona esposizione solare, si coltivavano granoturco ed altri cereali in grandi quantità. Oggi il medesimo paesaggio è contraddistinto da ampi prati falciati regolarmente, e proprio qui ogni 23 giugno viene acceso il “kries”, tradizionale falò che la notte di San Giovanni annuncia il solstizio d'estate.
La struttura del paese è caratterizzata da un aggregato di edifici molto vicini tra loro, disposti armoniosamente secondo l'andamento del terreno. Di particolare rilievo sono due costruzioni antiche situate nel corpo centrale di Tribil; si tratta di un edificio risalente addirittura al XVII secolo, destinato in origine ad attività agricole, il cui tetto era completamente ricoperto in paglia, e di un complesso di case disposte a corte databile nel XVIII secolo, dotato di scale esterne e ballatoi dai parapetti in legno e di rastrelliere che venivano utilizzate come essicatoio domestico. Entrambi sono stati ristrutturati con particolare cura per il mantenimento di dettagli come le pianelle sottotegola decorate a rombi e gli stipiti in pietra di porte e finestre.
Nei pressi della frazione si trova la grotta Fortino, ufficialmente accatastata durante i primi mesi del 2000, nel corso di una campagna di ricerca speleologica sviluppatasi lungo un tratto di 8 km della linea difensiva realizzata dall'Esercito italiano tra il 1915 ed il 1917. Questa cavità naturale, come molte altre situate lungo la cresta montuosa sulla destra idrografica del fiume Iudrio /Idrija, fu riadattata dall'intervento dei militari per venire incontro alle esigenze belliche. Dai rilievi effettuati è emerso che la cavità fungeva da postazione in caverna di due mitragliatrici, le cui feritoie in cemento sono ancora visibili in loco. In generale la vita quotidiana nei paesi della zona fu pesantemente condizionata dall'occupazione militare a causa della costruzione della strada militare tra Rucchin / Zaločilo e Castelmonte, e del continuo lavorio nelle trincee e nelle gallerie, ripetutamente bersagliate dalle granate nemiche soprattutto durante i primi mesi del 1916.
La chiesa di Tribil si trova sulla cima del monte San Giovanni, è dedicata al santo ed attualmente è subordinata alla parrocchia di San Paolo di Stregna. Secondo le fonti storiche capitolari essa risalirebbe al XVI secolo, quando fu edificata secondo lo stile gotico in voga al tempo. Nei periodi successivi il suo impianto architettonico originario fu ripetutamente modificato ed il campanile fu costruito solo durante il secolo XVIII. Dell'antica chiesetta rimane integra la struttura in pietra a sesto acuto che incorniciava la porta di ingresso, recuperata come porticina di accesso alla torre campanaria.
NOTE Autore: Stefania Carlig (testo tratto dal quindicinale Dom, Cividale - 2005)