Comune di Stregna

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POSTREGNA

Postregna/Podsriednje (u Podsriednjem, iz Podsriednjega, podsriedenjski, Podsriedenjčan al Podsriedčan) è raggiungibile da Zamir percorrendo la strada provinciale dell’Erbezzo oppure salendo lungo la strada comunale che ricalca il tracciato dell’antica mulattiera che si snodava all’estremità occidentale della costa di San Paolo. Il paese si trova a 286 m.s.m. ed agli inizi del secolo scorso era piuttosto conosciuto per il vino cividino ricavato dalle viti coltivate sui terrazzamenti che la delimitano.

Al toponimo della località corrisponde anche l’omonimo cognome Postregna, che in origine era preceduto dalla particella “de” o “di” e si riferiva a coloro che vi abitavano; nelle annotazioni parrocchiali risalenti al 1700, in alcuni casi compare anche la forma "Podsrednig/Podsrednik" successivamente decaduta.

A proposito delle particolarità morfologiche del terreno nei pressi della frazione, si segnala la grotta Velenizza / jama Velenica, non distante dal torrente Boruščak, sulla sua riva destra verso Zamir. L’entrata della cavità si trova a quota 375 m.s.m. ed è rivolta in direzione sud-est; la forma che la caratterizza è quella di un cunicolo, particolarmente irregolare e di difficile accesso, visto che l’altezza media è di un metro e mezzo mentre la larghezza si attesta mediamente sui due metri. La volta e le pareti sono costellate da sporgenze e da alcune stallattiti, a terra scorre dell’acqua che in diversi avvallamenti ristagna o va a formare piccoli laghetti; quando abbonda, l’acqua presente in grotta alimenta pure il vicino “patok”, in cui confluiscono anche i rii Moriela e Bulica. Molte e dettagliate informazioni a proposito della grotta sono disponibili grazie alle esplorazioni organizzate dai ricercatori del Circolo Speleologico ed Idrologico Friulano che hanno realizzato un vero e proprio catasto delle cavità e voragini presenti nelle Valli del Natisone, comprese le più piccole come la grotta di Postregna. Fino ad ora ne sono state censite complessivamente più di 250, con una densità tale da classificare il territorio valligiano tra le zone del Friuli Venezia Giulia con i fenomeni carsici più consistenti, secondo solo alla zona del carso triestino. La grotta, al di là dell’importanza legata alle sue caratteristiche fisiche, indagate dalle discipline scientifiche, è un elemento dell’ambiente naturale che in caso di necessità ha potuto dare riparo agli abitanti dei dintorni. Essa costituiva infatti un rifugio naturale che si rivelò provvidenziale durante un bombardamento che colpì Postregna nel 1943.

NOTE Autore: Stefania Carlig (testo tratto dal quindicinale Dom, Cividale - 2005)