
Oblizza - Oblica (v Oblici, iz Oblice, obliški. Abitanti: Obličanj, Obličanji) si trova a quota 551 m.s.m. affacciata sulla valle dell'Erbezzo, sulla destra orografica del fiume, al centro di un trapezio ideale i cui angoli sono costituiti dalle frazioni di Dughe - Duge, Saligoi - Šalguje, Podgora e Raune.
Il paese è raggiungibile da Cravero - Kravar, da Iesizza - Ješičje salendo da Zamir e dalla strada panoramica, che si snoda da Castelmonte -Stara Gora al comune di Drenchia - Dreka, scendendo all'altezza dell'incrocio di Tribil Superiore - Gorenji Tarbij.
La prima chiesa, cui faceva riferimento la comunità paesana, era quella dedicata a santa Maria Maddalena, costruita nel XV secolo sul monte che sovrasta Oblizza e i paesi limitrofi e che proprio alla presenza delle chiesetta deve il suo nome, Sveta Lena (682 m.s.m.). Il destino della chiesetta, comune a quello di molti piccoli luoghi di culto antichi situati in località impervie e lontane dai centri abitati, non fu felice. Attorno al 1839 fu abbandonata definitivamente in concomitanza con l'autorizzazione, da parte delle autorità ecclesiastiche, alla costruzione di una chiesa più grande e più facilmente accessibile. Questa fu edificata a partire dal 1847 e, pur avendo subìto diverse traversie che ne hanno minato la stabilità, tutt'ora caratterizza il paese. Davanti al suo ingresso oggi troneggiano due grandi ippocastani, e su una targhetta posta vicino agli alberi si legge che sono stati piantati nel maggio del 1913 da Antonio Saligoi, curati e innaffiati dai suoi figli che quotidianamente portavano lì l'acqua della sorgente «Dol za varilo». Nelle vicinanze si trova anche una scultura in legno che l'artista Giorgio Benedetti ha donato alla comunità.
La cappellania di Oblizza, appartenente alla parrocchia di San Leonardo, fu fondata nel 1863. Nel 1941 questa diventò vicaria per poi separarsi definitivamente da San Leonardo nel 1957 quando divenne parrocchia indipendente. Successivamente fu accorpata a quella di Tribil Superiore ed affidata a don Emilio Cencig. La cappellania ha dato i natali ai sacerdoti don Miha Saligoi (1760 - 1816), cappellano a Oblizza e a Liessa - Lesa e don Jožef Saligoi (1880 - 1936) anch'egli cappellano del paese, entrambi di Saligoi - Šalguje (oppure Šaligoj, Šaligoja, pri Šaligoju), la piccola frazione a valle di Oblizza (514 m.s.m.), da cui tradizionalmente provenivano anche i sacrestani - mežnarji e dove aveva sede la scuola elementare già ai primi del '900.
A Oblizza nacque anche don Rino Marchig (1940 - 1982) che operò a Liessa, Vissadone e Cosizza - Kozca e fu molto attivo anche in ambito culturale, favorendo il mantenimento del dialetto locale nelle sue espressioni quotidiane come la preghiera e il canto popolare. Egli fu tra i fondatori del circolo culturale e del coro Rečan di Liessa, per il quale compose brani e musicò dei testi dialettali
Il toponimo Oblica, così come il microtoponimo Oblik, che indica un torrente vicino al paese, deriva dal termine sloveno «obel», aggettivo che significa «rotondo, tondeggiante» e riprende la collocazione geografica dell'insediamento, sito su un morbido rilievo terrazzato e un tempo coltivato a vite.
Saligoi - Šalguje e Podgora sono località strettamente collegate ad Oblizza. Nel 1972 il borgo è stato oggetto di un interessante reportage - attualmente ancora inedito - del fotoreporter e giornalista Claudio Ernè.
Hišna imena - Oblizza/Oblica
Cuodarjovi (Borgù), Barjacovi (Borgù), Ta na planji ti (Borgù), Mihielovni - Na dolini ti (Predan), Matijovi (Borgù, Predan, Borgù), Štiefnovi (Bledig), Rusacovi (Dugaro), Na goric ti (Marchig), Flipcjovi (Saligoi), Ivančjovi (Saligoi), Bogati (Saligoi), Lahuknovi (Borgù), Petrajovi (Bordon), Marinčni (Gariup), Arniejovi (Chiabai, Predan), Kruozovi (Predan), Beluhovi (Bucovaz), Berjačovi (Bergnach), Blažinovi (Vogrig), Cjuòjnovi (Qualizzza, Floreancig, Favero, Krajnovi (Crainich), Drejčovi gorenji an dolenji (Saligoi), Gorjanovi (Floreancig), Jurmanovi (Mugherli), Ivančicjovi (Vogrig), Konšorjevi (Garbaz), Kospovi dol. (Masetig), Na robu ti (Vogrig), Piericjovi (Ruttar), Piernovi (Ruttar), Žefovi (Bledig), Šeučanovi (Floreancig), Žnidarjovi (Bledig), Starnadovi (Predan), Košpovi gor. (Garbaz), Štiefacovi (Floreancig), Tamažinovi (Bledig), Tonceretovi (Predan, Mellinch).
NOTE Autore: Stefania Carlig (testo tratto dal quindicinale Dom, Cividale - 2005)